Montagne e Paesi

Passione per la montagna e non solo

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Bivacco “Rifugio la Vecchia” al Velino-Sirente

Uno dei luoghi incantati dell’Appennino Centrale, il Rifugio “la Vecchia”, accanto al Cima di Mandra Murata, è un incantevole bivacco in legno che offre riparo gratuito a tutti coloro che si avventurano lungo il Monte Sirente.

  • Altitudine 1880 mslm
  • Posti letto 5
  • Luogo accanto a Cima di Mandra Murata, lungo la cresta del Sirente, Abruzzo
  • Gestito No

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Polizza assicurativa per il Trekking e la Montagna

Il mondo dello sport è di recente stato investito da obblighi di assicurazione sia per i dilettanti che per i professionisti appartenenti a delle associazioni sportive riconosciute, ma anche gli amatori liberi non disdegnano una tutela infortuni e di responsabilità civile se sono soliti praticare una disciplina con continuità.
Se siete amanti del trekking e degli sport di montagna potete sottoscrivere una specifica polizza assicurativa che vi tuteli in caso di infortuni o di incidenti che vi coinvolgano o interessino una terza persona.

La montagna, per quanto splendida, nasconde sempre delle insidie che possono trasformare un momento di svago o di divertimento in un’esperienza spiacevole. Sono molteplici le situazioni che si possono verificare durante un’escursione di trekking o durante lo svolgimento di attività sportive in montagna che possono dipendere dalla persona come dall’ambiente stesso.
Il tempo in montagna cambia rapidamente e ci si può trovare ad affrontare situazioni meteorologiche avverse, i sentieri possono nascondere degli inghippi che traggono in inganno, gli spazi naturali sono soggetti a catastrofi più o meno imponenti come valanghe o frane, qualche animale velenoso o pericoloso potrebbe impedirci di proseguire il nostro viaggio o potremmo per esempio avere bisogno di assistenza medica in loco e via dicendo. Questi sono solo alcuni degli imprevisti da considerare prima di programmare un’escursione o una vacanza in montagna.

Le polizze assicurative per il trekking e gli sport di montagna tutelano gli individui da molte eventualità che possono intercorrere durante la disciplina. La copertura è valida 24 ore su 24 in tutto il mondo, quindi anche all’estero nell’eventualità, anche se è consigliabile estendere la polizza in caso di viaggi verso territori oltre confine per una tutela più completa.
Si possono stipulare polizze assicurative per il trekking valide sia per una determinata giornata in cui si sa si effettuerà un’escursione in montagna, scegliere un pacchetto che copra tutte le escursioni in un determinato periodo di tempo come per esempio l’estate, oppure optare per una polizza annuale. Si può anche affidarsi alla copertura completa offerta dalle associazioni sportive se se ne fa parte, mentre durante una manifestazione o una gara organizzate saranno le società a rispondere.

In genere le compagnie assicurative non offrono polizze dedicate agli sport considerati estremi come per esempio l’alpinismo e altre discipline invernali di particolare rischio a meno che non ci si rivolga a agenzie specializzate anche in questo campo, ma a fronte di premi importanti, oppure si può effettuare una veloce comparazione delle polizze online dedicate allo sport utilizzando Mio Assicuratore.
Non c’è una polizza obbligatoria per i privati, solo per le società sportive, ma il dibattito sul tema è aperto. Da qualche tempo si discute infatti dell’eventualità di obbligare gli escursionisti alla sottoscrizione di una assicurazione che vada a coprire gli interventi di elisoccorso e di soccorso alpino che molto spesso sono chiamati a intervenire per lesioni lievi o addirittura inutilmente. I costi di questi interventi finiscono per gravare in modo influente sui bilanci pubblici delle località e delle Regioni montane, cosa che non avviene in alcuni Paesi europei ed extraeuropei dove già vige una regolamentazione in questo senso. È probabile dunque che anche l’Italia scelga di adottare questa metodologia.

Abruzzo: parchi ed aree verdi

Per tutti gli appassionati di montagna, di trekking, di passeggiate immerse nel verde alla ricerca della serenità, allontanandosi, almeno nei week-end, dalla frenesia e lo stress della città, non può non venire in mente la parola Abruzzo.

L’Abruzzo, oltre ad ospitare alcuni dei più importanti parchi d’Italia, possiede la percentuale di superficie protetta più alta in tutta Italia (pari al 36%).

Parchi ed aree verdi, in Abruzzo, sono infatti il principale motivo di turismo della regione.

Tra tutti, il Parco Nazionale d’Abruzzo, il Parco Nazionale del Gran Sasso ed il Parco nazionale della Majella sono i tre parchi più famosi ed estesi della regione e, non a caso, quelli che attirano più visitatori.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, istituito nel 1923, è uno dei parchi più antichi d’Italia e copre una superficie tale da estendersi su 25 comuni, dalla provincia di Frosinone a L’Aquila. All’interno di questo parco, si stagliano catene montuose appartenenti ai Monti Marsicani, dorsali fondamentali dell’Appennino Abruzzese.

Risultano quindi imperdibili, qui, tutte le passeggiate e le panoramiche che queste montagne offrono.

Il Parco Nazionale del Gran Sasso ed il Parco Nazionale della Majella, invece, vennero entrambi istituiti nel 1991.

Il Parco del Gran Sasso, con una superficie di 141.341 ettari, si estende su un territorio prevalentemente montuoso che comprende il Gran Sasso d’Italia e la catena dei Monti della Laga.

La caratteristica di questo parco oltre la varietà di paesaggi e flora che si possono incontrare è sicuramente data dalla presenza della specie protetta del camoscio.

Infine, il Parco della Majella, uno dei 24 parchi italiani e l’unico fra questi tre, ad estendersi in maniera compatta su un unico territorio. I suoi ettari, si estendono infatti solo all’interno della regione dell’Abruzzo, tra le provincie di L’Aquila, Pescara e Chieti.

Che sia quindi una passeggiata immersi nel verde, trekking o sci, la regione dell’Abruzzo offre una varietà immensa di opportunità adatte a tutti i gusti e necessità.

Ne è un esempio lampante la l’Ippovia del Gran Sasso, un itinerario con scopo esclusivamente escursionistico che si può attraversare a piedi, a cavallo o, per i più sportivi, anche in Mountain Bike.

La Via del Canalino al Velino

Appena al di sopra della piana di Avezzano si staglia il gruppo del Velino. Insolita, la montagna che si vede da Roma. Assolutamente spoglia, brulla, accompagnata solo dal Monte Cafornia e dal Monte Sevice, con cui fa tripla cima.

Un gruppo montuoso interessante e solitario; è facile trovarsi a camminare sul gruppo del Velino in piena estate senza incontrare nessuno per un’intera giornata, se ci si muove nei giorni feriali. La montagna sembra molto più semplice del “vicino” Corno Grande, ma è comunque interessante e nel canale centrale fra Velino e Cafornia nasconde anche qualche via impegnativa.

Un sentiero entusiasmante è quello detto “del Canalino”, sulla spalla SSE. Segnalato dal CAI come sentiero 6, il sentiero del Canalino sale da Massa d’Albe alla vetta del Velino velocemente, lungo pendenze costanti e sempre impegnative, senza però difficoltà tecniche. L’unico passaggio “tecnico” è costituito dal canalino, una sorta di camino molto stretto con passaggi di I grado, in cui è utile aiutarsi con le mani; il sentiero non è comunque mai esposto e pericoloso.

La salita risulta comunque molto impegnativa e faticosa e richiede circa 5 ore da tempo CAI; in un primo tratto sale con pendenze leggere su strade sterrate e monotone, fino ad arrivare al fontanile di Fonte Canale e poi allo sbocco del canalone centrale fra Cafornia e Velino, a 1500mslm.

Da lì il sentiero inizia a impennare in mezzo a pendii erbosi e rocciosi, sempre scoperti e molto caldi (meglio affrontarlo al mattino presto), fino ad arrivare a una sorta di grottina a fianco della quale si sale lungo una placca molto appoggiata. Poco dopo ci si addentra nel canalino, interessantissimo anche d’inverno, quando la neve permette di affacciarsi senza troppi problemi sugli strapiombi antistanti (lato dx del canalino).

Proseguendo lungo il canalino si arriva in cresta, che si prosegue fino alla croce di vetta, da cui è visibile un panorama fantastico sui circhi glaciali del gruppo montuoso e che spesso si estende fino al Corno Grande e al mare.

La discesa più veloce è dal sentiero 5, che sembra il più naturale a partire dalla vetta verso Massa d’Albe.

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